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L’opera dell’ artista “Charlie” dedicata a Giulia Cecchettin

G-11 è una installazione di concezione minimalista, composta da sette tele quadrate di ottanta centimetri, che fa riferimento a una delle tesi geografiche che definiscono la terra divisa in sette continenti, in questo caso l’Università degli Studi li unisce simbolicamente confermandosi come la massima espressione deputata ad accogliere e formare, indistintamente dalla loro cultura e provenienza, le attuali e future generazioni. L’opera pittorica di Charlie, collocata da ESU all’ingresso della Residenza Giulia in via Don Mazza 49 a Verona, è un impegno civico e sociale dedicato a Giulia Cecchettin e a tutte quelle persone che hanno subito e tuttora subiscono violenze di qualsiasi genere.

I sette “continenti” sono contraddistinti da alcuni colori dell’arcobaleno: blu, lilla, giallo, viola, rosso e verde. Le tre tele sottostanti evocano elementi di vita terrena, mentre le quattro superiori sono di ispirazione filosofica.

Giulia è rappresentata, in alto a sinistra, dal suo hashtag “@t0rtadime” sul quale pubblicava le sue ricette di cucina e i suoi disegni. All’interno del profilo è riprodotto un suo disegno che la vede assieme a suo papà mentre l’accompagna a scuola in un felice e spensierato volo liberatorio. Al centro in alto campeggia un’immagine eterea di Giulia attorniata da figure evanescenti e fantastiche.

La parte gialla a destra fa riferimento a un colloquio intercorso a Padova tra il pittore Charlie e Gino Cecchettin, il quale ha raccontato che spesso prende in mano un quaderno di disegni fatti dalla figlia: in data 9 novembre 2023 ci sono i suoi caratteristici personaggi, il 10 un vaso con i suoi amati fiori, mentre continuando a sfogliare la pagina dell’11 si presenta completamente bianca. Da questo indescrivibile emotivo nasce anche il titolo dell’opera G-11.

Il settimo continente è ancora un quadrato perfetto ma composto a sua volta da quattro tele non dipinte e tutte rovesciate perché a noi non è dato a sapere dove sia Giulia, cosa faccia e soprattutto cosa avrebbe fatto: tutto resta aldilà, incompiuto, rimane oltre-vuoto. Sulla prima delle quattro tele rovesciate, in rosso, c’è l’iniziale G. a suo perenne ricordo. Sulle altre tre non c’è scritto niente, questo a significare che migliaia di vittime sono già scomparse dalla nostra memoria. Si potrà obbiettare che sulle tele rovesciate si formerà della polvere, la stessa polvere che dobbiamo rimuovere dai nostri occhi e dalle nostre coscienze, quella sorta di incapacità e indifferenza che ci impedisce di individuare gli strumenti necessari affinché tutti i Popoli del mondo possano vivere nel rispetto reciproco, all’insegna della Pace e della libertà.